Tuesday, July 19, 2011

Ai lettori della pagina italiana (Italian Hazaras su Facebook)



40 Ragazze (donne) *

Alcuni giorni fa una persona tra i destinatari del nostro comunicato stampa sulla manifestazione di Milano mi ha chiesto di spiegare”in che modo gli Hazara di distinguano dagli altri in Afghanistan” e le ho inviato via mail queste risposte.

Ora vorrei condividerle affinchè altri lettori possono leggerle. La mittente difendeva in modo miope i Pashtoon, poiché stata influenzata dalla propaganda dei leader Pashtoon, ma qui forneremo chiari esempi di come siano gli Hazara, sottolineando le differenze tra gli Hazara e i Pashtoon. Lo scopo principale di questi paragoni e risposte non è essere contro le altre etnie afgane ma rendere chiara la situazione dell’Afghanistan, rendere chiara agli stranieri la situazione dell’afghanistan, per meglio comprendere questo paese. Un altro fine è quello di distinguere chi commette buone azioni e chi no, per mostrare che ci sono i Talibani che risostiene e rimarcare che non tutte le popolazione dell’afghanistan sono talebane. Non è un operazione semplice distinguere tra bene e male giusto e sbagliato, ma spiegazioni,chiarimenti ed esempi possono essere d’aiuto. Come gli ebrei durante la seconda guerra mondiale, noi Hazara quali vittime sopravvissute e storici masacri ma massa, abbiamo il diritto di rispondere ai popoli del mondo la nostra storia e le nostre vicende, momorie e documenti sul nostro genocidio. Così come ai nostri successori, di generazione in generazione per rivelare le crudeltà commesse contro di noi. Vorremmo perciò chiedere ai lettori di condividere le nostre storie, scritti articoli con il maggior numero possibile di persone, cosi da astirare alla agoniata giustizia che indispensabile all’umanità e per una parte duratura tra i popoli.

1- Ghi Hazara non hanno gruppi aramati come i Pashtoon(Kuchi e Talebani) loro unico groppo armato, nato per difendersi per i talebani, stato il primo a unirsi al processo di disarmo, smobilitazione e reintegrazione (DDR process) dopo la caduta dei talebani nel 2001.

2- Loro invece hanno un’economia legale e la maggior parte degli abitanti dei villaggi fa l’agricoltore.

3- Gli Hazara non coltivano,come fanno i Pashtoon, l’oppio( che sostiene economicamente e alimenta la crescità del fondamentalismo, del stremismo e terrorismo in Afghanista).

4- Coltivano invece il grano per far fiorire un economia legale nel paese e aiutare il processo di pace.

5. Gli hazara non lapidano le donne come i Pashtoon.

6. Le mandano a scuola e le grantiscono loro il diritto di studiare per migliorare e servire la società

7. Gli hazara non tagliano le orcchie e il naso alle loro donne.

8. Consentano che esse migliorino e diventino leader nella società.(la maggior parte delle donne poliziotto è Hazara, la prima governatrice, il primo sindaco donna nella storia dell’Afghanistan è Hazara, le donne hazara si arruolano nella polizia nel esercito purchè ci siano opportunità per loro).

9. Gli Hazara non struiscono i bambini e le bambine a immolarsi.

10. Mandano i loro bambini a scuola per essere utile alla società

11. Gli hazara non commettono attacchi,suicid come fanno i Pashtoon(stremisti).

12.Protestano invece in modo civile, ad esempio ristrutturando le strade o mettendo un grande lampione alla piazza cittadina, come stato fatto a Bamyan.

13. Gli Hazara non bruciano le scuole o altri edifici pubblici.

14. Costruiscono invece le scuole. La maggior parte delle scuole private e dell’università appartiene agli Hazara. Più del 65% degli studenti classificatisi ai primi due posti nelle graduatorie di merito delle facoltà dell università di Kabul è Hazara, gli stessi che durante la monarchia(negli 1960s). Furono banditi dall’istruzioni superiore attraverso decreti governativi ufficiali. Ma ogni volta che viene data loro la possibiltà, hanno dimostrato di essere non solo pari ma addrittora superiori ad altre etnie nei risultati scolastici. Loro sostengono che l’istruzione è l’unica arma in loro possesso contro il fondamentalismo in Afghanistan.

15. Gli Hazara non permettono che i loro giovani abusino di sostanze stupifacenti, li inconraggiano invece a coltivare le arti, praticare sport. I loro atleti hanno vinto a livello internazionale molte medaglie, i loro artisti hanno ricevuto premi e riconoscimenti prestigiosi.

16. Nel governo come atto di razzismo i ministri Hazara sono stati tutti boicottati dall’entourage di Karzai, ma gli Hazara non hanno impugnato le armi per rivendicare i loro diritti ma hanno condotto battagli civili e manifestazioni contro il razzismo e dicriminazione.

17. Tutte le province hazara sono state collaborative e hanno cooperato al processo di pacificazione del paese ma il governo razzista le ha escluse da ogni forma di sviloppo e ricostruzione. Il governo razzista ha invece inviato i Kuchi a bruciare quelle zone per spostare lì, le farmacia rosso, orologio ,notte ,testa , emozione il fronte di guerra dal sud.

Con circa 6 millione di abitanti gli Hazara costituiscono approssimativamente il 20% della popolazione dell’Afghanistan ma a causa delle discriminazioni, meno del 2% dei fondi nazionali al sviluppo è destinato a loro.mentre l’Afghanistan è un paese multietinico e le risorse e i poteri devono essere suddivise sulla base dell’etnie come stabilito dalla conferenza di Bonn del 2001 dopo la conflitta dei Talebani.

Con gli accordi di Bonn la popolazione dell’Afghanistan ametto la parola fine alla guerra per iniziare una nuova vita in pace, giustizia ed uguaglianza.

La confereza di Bonn ha significato la fine di un periodo oscuro e l’inizio di uno più lumioso, ma molti dei punti sottoscritti alla conferenza sono stati disattesi dei ministri del governo Karzai. A fondamento degli accordi di Bonn stata stabilità uguaglianza e la giustizia sociale nella distribuzione del potere tra le etnie e nella distribuzione delle risorse del paese ma che dopo più di dieci anni ciò non si è ancora verificato.

18- Le notizie le informazioni riguardanti le zone di Hazara sono stati boicottati dal governo. Un paio di anni fa le auturità hanno gettato nei fiumi decine di libri e opere scritti d’autori Hazara, per vestire le loro voci .questo comparabile esattamente al rogo dei libri da parti dei nazzisti ma questa notizia è stata censorata dal governo afghano affinchè fosse paciuta ai media esteri. Per tutti questi soccitati motivi gli Hazara sono considerati gli outside(così sono stati definiti di un articolo di National Geographic) perché sono diversi, non sono come gli estrimisti Pashtoon perhcè non uccidono, non bruciano le scuole, non si immolano, non tagliano il naso alle loro donne, non coltivano l’oppio e non fanno esplodere l’edifici pubblici. Questo perché sono aperti alla dimocrazia, alla libertà , ai diritti umani, ai diritti delle donne, alle pari oppurtunià e alla giustizia per tutti. Sono soppravvissuti ai genocidi perpetrati nel loro paese e a ragione hanno così bisogno di pace e giustizie per lenire il loro dolore storico.

Perché credono che la libertà sia un diritto fondamentale dell’umanità e astirano a “Sub Lege Liberta” . c’è la necessità di una rivoluzione del popolo che risvegli le coscenze., è l’unico modo possibile per attuarla e tramite l’istruzione, la cultura e un processo che illumini il popolo. Gli Hazara stanno gia facendo questo, educano persino le donne più anziane dei villaggi a loro spese.

Per questo motivo sono stati ovunque fortemente discriminate, dalla politica ai servizi pubblici e ai diritti civici.

La lunga stora delle scriminazione da loro subite a radice lontane e persiste.

Uno degli esempi più semplici di come gli Hazara siano discrimanati è fornito dal bilancio nazionale .mentre un ministro pashtoon del gabinetto di karzai percepiva nel 2007 un spipendio mensile di tre mille dollori, nel stesso anno il fondo anuale a sostegno dell’agricoltura di una provincia Hazara (l’intera provincia abita da quarantamila perone) si aggirava sui 2500 dollori. Non è forse una lampante discrimanzione di un gruppo etnico. !

è sono una gioccia nel mare, affrontiano queste ingiustizie ogni giorno ovunque in Afghanistan, percio consederevole nome di Hazara chiede asilo e protezione in diversi paese del mondo.ma non abbiamo mai imbracciato le armi per rivendicare i nostri diritti alcontrario seguiamo di pacifichi ci sono lunghe estenuanti e turtuose ma sappiamo che un giorno raggiungeremo la prosperità , poiché dopo la notte viene sempre il giorno e noi sappiamo molto bene che nessuna tirannia vivrà in eterno, organizziamo manifestazioni sit in e seminari per rispondere ai popoli del mondo il nostro messaggio di giustizia e ugualianza in Afghanistan.

Nonostante queste ingiustizie atti di razzismo e ovvie discriminazioni nessuna Hazara mai si è immolato come forma di protesta al contrario gli Hazara hanno condotto seminari e proteste civiche per cercare altri modo di estirpare queste discriminazione dall’afghanistan. È meglio avere un sguardo lucido ed essere almeno apposto con le nostre coscenze. Nel fare emeregere queste situazione non intendiamo esprimere oddio contro gli altri gruppi etnici in Afgha…siamo tutti fratelli e sorelle e la nostra fratellanza quando ha senso quando ognuno ha diritti opputunità uguali che si basano sulle proprie capacità.

Abbiamo sempre ripetuto che l’uniche cose che noi vogliamo sono giustizie e ugualglianza. Non esistono fratelli maggiori e minori ma tutte le persone del afghanistan devono avere uguali diritti al fine di avere una afghanistan pacificato stabilmente, no a previleggi o a pregiudizzi legati a una specifica etnia.

In fine vorrei citare due motti di Mazari. Il leader Hazara che nei tre anni di resistenza degli Hazara che ha guidato per tre anni la resistenza degli Hazara della zona ovest di Kabul(1993-1995) ed di infine e in seguito stato ucciso dei talebani come prima vittima del terrorismo in Afghanistan.

“ Noi non siamo i nemici dei Pashtoon, non siamo amanti dei Tajiki ma siamo in favore della fratellanza che implichi ugualanza e giustizia per tutti. Abdul Ali Mazari

“Quello che vogliamo noi vogliamo essere Hazara e che questa non sia un crimine in questo paese” Abdul Ali Mazari


La vita è bellissima e gli Hazara la amano e vogliono vivere più lungo possibile e percio lottano per aiutare le altre etnie a sentire anche esse la bellezza come parte della vita e vivere così una vita migliore.


* Scriviamo sulla storia di 40 donne Hazara nei prossimi giorni.

Thursday, July 14, 2011

A curiosity about the Hazaras of Afghanistan


The Hazaras in Antique Bamyan

A few days ago a person among the recipients of our press release for the demonstration in Milan had asked me to give explanation on “how the Hazaras are different from the others in Afghanistan” and I sent her these answers via mail. Now I would like to share it here as well, so the other readers would read it. The mail sender was somehow blindly defending the ethnic Pashtoon as she was influenced by the propaganda of the Pashtoon leaders but here we bring quite clear examples of how the Hazara people are. We highlight here the differences of the Hazaras with the Pashtoon.

The purpose of these answers and comparisons is not enmity or to be against the other ethnics of Afghanistan, but is to bring clarity on the situation of Afghanistan that would help the foreigners know this country better.

The other purpose of these answers is to separate who does good and who does bad things in Afghanistan, to show who are the Taliban, and who support them, and to say that all people of Afghanistan are not the Taliban. DISTICTION between good and bad, right and wrong is a difficult thing to do indeed, but explanations, clarity and examples would help do it better.

Like the Jews of the WWII, we Hazaras as victims and survivors of historical mass-massacres in Afghanistan deserve the right to relate our history and our stories, memories and documentations regarding our genocide to the people of the world, as well as to our own offspring, generation to generation to reveal the cruelty that was done against us.

Therefore we would like to ask the readers to share our writings, stories and articles to as many people as possible, so that we would reach to a desired justice that is the need for humanity and for a long term peace among the people.

1- The Hazaras do not have illegal armed groups such as (Kochis, Taliban) as the Pashtoons do. The only armed group they had to defend themselves against the Taliban attacks, was the first group who joined the DDR Process (Disarmament, Demobilization and Reintegration) after the defeat of the Taliban in 2001.

2- They instead have a legal economy and most of the villagers are farmers.

3- The Hazaras do not cultivate opium as the Pashtoon do (which economically help and nourish the growth of fundamentalism, extremism and terrorism in Afghanistan)

4- They instead cultivate grains to nourish a legal economy in the country and help the peace process.

5- The Hazaras do not stone the women as the Pashtoon do.

6- They send them to schools and give them the right to study and improve and serve the society.

7- The Hazaras do not cut nose and ears of their women.

8- They let them improve and become leaders in the society. (Most of women in police are the Hazaras. The first women governor, the first women mayor in the history of Afghanistan is a Hazara, the Hazara women join the police and the army of the country as long as there are opportunities for them.)

9- The Hazaras do not train the little boys and girl to commit suicide attacks.

10- They send their boys and girls to school to be useful in the society.

11- The Hazaras do not commit suicide attacks as the Pashtoon (extremists) do.

12- They instead protest in civic ways such as; paving the roads with mud, giving medals to donkeys and putting a big lantern on a city square, as the people did in Bamyan.

13- The Hazaras do not burn schools and other public buildings.

14- They instead make schools. Most of private schools and universities and Kabul belong to the Hazaras. More than 65 % percent of first and second position students in all faculties of Kabul University are the Hazaras while they were banned from higher education through official governmental decrees during the monarchy (in 1960s) but whenever there are equal opportunities for them, they have proved to be not only equal but even better than the other ethnics, in education. They say, the only weapon they have against the fundamentalism in Afghanistan is the education thus they do not have arms.

15- The Hazaras do not let narcotic addiction to come to their youth, instead they encourage the youth, for arts, sports and positive recreation activities, their athletes have brought many medals in international level for the country. Their artists have brought many prestigious awards and prizes for Afghanistan.

16- In the government, as an act of racism, the Hazara ministers were all boycotted by Karzai’s racist team, but the Hazara did not pick up guns to ask for their rights, they instead conducted many civic gatherings and demonstrations to protest against racism and discriminations.

17- The provinces of the Hazaras were all collaborative and cooperative with peace process of the country to have a peaceful life in the country, but they were all neglected by the racist government for any kind of development, reconstruction and improvements. Instead the racist government sent Kochis to burn those areas to shift the war there from south of the country to those areas.

With around six million people the Hazaras make roughly 20 % of population of Afghanistan but their share in the national development budget is something less than 2 % because of discrimination. While Afghanistan is a multiethnic country and the resources and the political powers are to be shared based on the population of the ethics as agreed in Bonn Conference in 2001 after the defeat of the Taliban. With Bonn agreement, the people of Afghanistan put an end to the war to begin a new life with peace, justice and equality. The Bonn conference was the end of a dark period and the beginning of a brighter one, but most of the articles agreed in that conference were neglected by the racist team of Karzai government. The base of Bonn agreement was equality and social justice among the ethnics in power sharing and sharing of the resources in the country which are not applied yet after ten years.

18- The news and information on Hazaras areas are being boycotted by the government. A couple of years back, the government officials threw hundreds of volumes of fiction and non fiction books written by the Hazara authors to the rivers, to calm their voice down, which is exactly comparable to book burning of Nazis but this news was censured by the Afghan Government not to reach to the international media.

For all these abovementioned reasons the Hazaras are considered to be “The outsiders” (as said in an article by National Geographic) because they are different, they are not like extremist PASHTOONS, because they do not kill, they do not burn schools, they do not commit suicide attacks, they do not cut the nose of the women, they do not cultivate opium, and they do not blast public buildings.

Because they are open to democracy, they are open to freedom, human rights, women’s rights and equal opportunity and justice for all. Because they are the survivors of historical genocides in their country thus they need peace, rehabilitation and justice to release from this historical pain.

Because they believe that freedom is a basic right for the human beings and to arrive to a “SUB LEGE LIBERTA” there is need of a public awaking revolution, that is only and only possible through education, literacy and a public brightening process and the Hazaras already do that, they educate even their elderly women in the villages by their own means of support.

Therefore they are very badly discriminated in all areas, from politics to the public services and civic rights. The long way of discrimination against them has an old root and it still exist.

One of the very basic examples for discriminations against the Hazaras in the National Budget of the country;

While a Pashtoon minister’s monthly salary in Karzai’s cabinet was 3,000 $USD in 2007, in the same year, the annual budget for the agriculture of a Hazara province (the whole province) with a population of 400,000 people was allocated 2,500 $USD!

Is it not a clear discrimination, injustice and act of racism against an ethnic?!!

It is only a drop from a big sea. We face the injustice all days anywhere in Afghanistan, therefore you see large number of Hazara refugees and asylum seekers in different countries but we never pick up guns to ask for our rights, instead we follow peaceful ways which are long, hard, exhausting but we know that we reach to prosperity one day, as THERE IS ALWAYS BRIGHTNESS AFTER EACH DARKNESS and we know very well that “NO TYRANY WOULD REMAIN FOR EVER” so we conduct demonstrations, gatherings and seminars to deliver our message of justice and equality in Afghanistan to the people of the world.

In spite of all these injustice, acts of racism and obvious discrimination against us none of the Hazaras commit suicide attacks to protest against this injustice, they instead held seminars and civic protests to look for ways how to eradicate discrimination from Afghanistan.

It is better to wash our eyes and see things through reality and to be honest with our consciences at least.

Revealing these realities, would never mean enmity with the other ethnics of Afghanistan. We all are brothers and sisters and the brotherhood is meaningful when every one has equal rights and opportunities based on their capacities.

We have all the time said, what only we want is, justice and equality! “No big brother, No small brother” but all people of Afghanistan would have equal rights and equality, that is how we could reach to a real and stable peace in Afghanistan.

No specific privileges and no prejudice just for belonging to a specific ethnic.

At the end I would like to bring two quotes from Mazari, the Hazara Leader during the three years resistance of the Hazaras in west of Kabul (1993-1995) who was then killed by the Taliban as the first victim of terrorism in Afghanistan.

“We are not the enemies of the Pashtoons, nor the fond of Tajiks, but we are in favor of a brotherhood based on which we all could reach to justice and equality!”

Abdul Ali Mazari- Hazara Leader, 1994 west of Kabul.

“What we want is being a Hazara would not be a crime anymore in this country!”

Abdul Ali Mazari- Hazara Leader, 1994 west of Kabul.

And one last thing:

LIFE IS BEAUTIFUL, THE HAZARAS LOVE IT AND WANT TO LIVE AS LONG AS POSSIBLE, AND THEREFORE, THEIR STRUGGLE IS TO HELP THE OTHER ETHNICS AS WELL TO FEEL THE BEAUTIFUL PART OF LIFE AND LIVE BETTER.

Wednesday, July 13, 2011

Caro amico Italiano, cara amica Italiana , IO e TE diventiamo NOI!




Stiamo cercando collaboratori/traduttori volontari per la versione Italiana del nostro sito globale: www.hazarapeople.com.

Di questo sito attualmente esistono due versioni, una in lingua inglese e una in lingua dari (Persiano).

La comunità Hazara ha una popolazione di circa 2,500 persone residenti in Italia, sparsa in diverse città italiane. La maggior parte degli Hazara abita a Roma ,Venezia, Milano, Torino, Bologna, Ancona e Varese....

Gli hazara, pur essendo così numerosi in Italia, non vengono riconosciuti come afghani, forse perchè i tratti somatici tipici di questa etnia non sono riconducili all’immaginario collettivo che in Italia e nel mondo si ha degli afghani: una persona di etnia Pashtoon, dalla lunga barba, che indossa un turbante e con un kalashnikov in spalla.
In realtà la gente comune ignora che in Afghanistan convivono altri gruppi etnici, tra cui gli stessi Hazara, i Tajiki, gli Uzbeki...

Questo non si verifica solo in Italia, ma anche altrove nel mondo. E’ così da sempre, come se fossimo stati boicottati come cittadini del nostro paese. Ogni volta che un hazara si presente come afgano, la gente rimane incredula nel constatare che esistono afgani visivamente diversi dai Pashtoon.

Il riconoscimento della nostra identità Hazara non vuole essere un tentativo di imporci come gruppo dominante o superiore rispetto agli altri, ma far emergere la ricchezza e la varietà delle etnie del nostro Paese.

L’Afghanistan non è semplicemente quel paese che viene raccontato dai mass media, di terroristi Pashtoon pronti a farsi saltare in aria. Esiste un altro Afghanistan, formato da tutti quei gruppi etnici che credono e lavorano attivamente per la pace, ma le cui voci non hanno la possibilità di essere udite, perché rese mute dalla censura di chi detiene il potere.

Vogliamo far emergere queste verità, perché si sappia che in Afghanistan ci sono delle persone o dei gruppi che si impegnano per il rispetto dei diritti umani, che lavorano giorno e notte per far riconoscere i diritti delle donne, i principi della democrazia e della giustizia sociale.

Da sempre gli Hazara si sono distinti per la loro apertura ai principi democratici e per questo motivo sono sempre stati sottomessi e sottoposti a varie pressioni, nonché vittime di fondamentalismi e estremismi in Afghanistan e Pakistan.

Ora, grazie ai mezzi di comunicazione di massa e ai social network, possiamo farci conoscere al popolo italiano. Siamo investiti di una grande responsabilità, ma faremo il nostro meglio per darvi notizie corrette e precise del nostro popolo e del nostro paese. Vi chiediamo perciò di darci volontariamente una mano per la traduzione italiana di questi articoli e news sul nostro sito.

www.hazarapeople.com

www.afghanlongtongue.blogspot.com

La manifestazione degli Hazara a Milano (Italia)


foto da Nicole Valenti

Gli Hazara d’Italia si sono riuniti a Milano e hanno condannato gli attacchi dei Kochi a Nahur, Behsud, e Daimirdad.

Sabato 9 luglio a Milano decine di manifestanti Hazara si sono riunite ad altre etnie e a cittadini italiani, e hanno marciato per le vie del centro di Milano, per sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi della pace e della giustizia in Afghanistan.

I manifestanti, scortati dalle forze dell'ordine, hanno mostrato striscioni, manifesti e cartelli mentre urlavano slogan contro il terrorismo e i talebani.

In questa marcia hanno denunciato il radicamento del fondamentalismo in Afghanistan e hanno lanciato un monito sul rischio di una nuova guerra civile se il presidente Karzai dovesse continuare a sostenere il processo di pulizia etnica.

A questo corteo erano presenti anche i membri del Comitato Italiano Anti Razzisimo che hanno parlato dell’importanza di queste manifestazioni per vincere il razzismo e le discriminazioni in Afghanistan.

I manifesti e i gli striscioni dei manifestanti riportavano slogan quali:

“Stop al massacro degli Hazara”

“Non vogliamo che i Talebani ritornino al potere”

“Non provocate gli Hazara per far scoppiare una guerra, noi vogliamo la pace!”

“Le etnie afghane sono tutte sorelle, tutte vogliono la pace”

‑­”Karzai, vergognati di queste violazioni”

“I Kochi fuori da Nahur e Behsud”

La marcia è iniziata alle 16:00 dalla piazza principale della Stazione Centrale di Milano ed è finita alle 19:00 in Piazza Leonardo da Vinci, vicino al Politecnico, con la lettura di una risoluzione in dieci articoli, tre dei quali recitano:

1- Noi manifestiamo per condannare gli attacchi brutali dei Kuchi (Nomadi Talebani) nelle aree degli Hazara di Nahur (Provincia di Ghazni) e Behsud (Provincia di Maidan) che hanno ucciso tanti innocenti e hanno costretto migliaia di persone a fuggire dalle loro case. I Kochi hanno bruciato case e hanno saccheggiato le proprietà del popolo mentre il governo afgano non solo è rimasto in silenzio, ma li ha supportati in questo crimine contro l' umanità. Noi, perciò, consideriamo il Governo afgano come un sostenitore del fondamentalismo, del razzismo e del terrorismo in Afghanistan e manifestiamo il nostro dissenso di fronte a questi attacchi sanguinosi.

2- I Talebani sono il gruppo più fondamentalista e pericoloso dell'Afghanistan, sono contro ogni tipo di democrazia, di valori e diritti umani. Intanto il Governo afgano li sta riportando al potere in virtù della loro etnia. Attraverso la nostra manifestazione vogliamo protestare e condannare la Riconciliazione con i Talebani,perché se loro ritornassero al potere, cancellerebbero tutti i risultati di questi ultimi 10 anni e l'Afghanistan diventerebbe ancora una volta una prigione per le donne e le minoranza etniche.

3- Recentemente il Governo razzista di Karzai ha rimosso con un processo illegale dozzine di deputati Hazara dal Parlamento per boicottare la società Hazara. Gli Hazara sono considerati il gruppo più democratico e progressista dell'Afghanistan. La società degli Hazara ha avuto un notevole ruolo nelle varie elezioni ‑­di questi ultimi 10 anni, si è distanta per una considerevole partecipazione femminile. Questo spiega perchè i fondamentalisti del Governo di Karzai non vogliono la presenza di Hazara nel parlamento afgano. Vogliamo condannare questo atto di razzismo che ha indebolito il fragile processo di democratizzazione in Afghanistan e autorizzerà il fondamentalismo.

Tanti di quei manifestanti erano giovani Hazara che in Afghanistan hanno sofferto per le oppressioni e le discriminazioni e come conseguenza sono giunti in Italia per chiedere asilo.

La maggior parte dei rifugiati afgani presenti in Italia appartiene all'etnia Hazara.

Gli Hazara sono una comunità nuova in Italia, quasi sconosciuta alla società italiana.

Gli Hazara, dai tratti somatici mongoli, sono l’etnia che piu si è sparsa per l'Afghanistan. Come gli Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, hanno subito massacri di massa in diversi periodi storici, perciò ora si possono trovare in ogni angolo del mondo a chiededere asilo e protezione a causa del loro sistematico genocidio.

Gli Hazara godono della democrazia nei loro nuovi rifugi, e credono in quei diritti di cui sono stati privati nel paese d’origine a causa del razzismo, della discriminazione, delle minacce e per la paura di persecuzioni. Trovandosi fuori dall’Afghanistan, possono approfittarne per esprimere liberamente loro stessi e il loro parere sui temi che riguardano il loro paese, senza alcun timore di subire minacce di morte o essere perseguitati.

Nella diaspora gli Hazara stanno cercando di creare un potere forte e influente che possa determinare grandi cambiamenti in favore della democratizzazione dell’Afghanistan.


Per la versione Inglese e per vedere piu' delle foto cliccare Hazara People

Tuesday, July 12, 2011

Italian Hazaras’ protest in Milan Italy


Photo by Basir Ahang

Saturday July 9th 2011 Milan- Italy

The Italian Hazaras, in a rally in Milan condemned the Kochi Taliban attacks on Nahur, Behsood and Daimirdad, Hazara’s systematic genocide and Karzai’s discriminative action against Hazara MPs in the parliament of Afghanistan. They also condemned Jawad Zuhak’s assassination and asked the government to find and trail Zuhak’s murderers.

For more details visit Hazara People

Bamiyan, the future for Afghanistan?



By Sylvain ROUSSEAU

At the start of July, NATO began to withdraw its troops from Afghanistan, handing responsibility over to the Afghan authorities. Bamiyan is one of the first regions involved in this process.

The first thing that strikes you on arrival are the distant mountain, with two gaping holes on either side. In March 2001, the Taliban destroyed the two tallest Buddhas in the world: one 38m high, the other 53m. Today, this is probably one of the world's saddest landscapes. The empty niches represent years of barbarity, deception and delusion. At the scene, a few workers pick up the last remaining stones and safely stow them away. According to UNESCO, the stones collected following the destruction of the Buddhas could help to rebuild them one day.

The Hazara

A little further on, we reach the town centre. In reality, it's just a main street with a few stalls on either side of the road. Arriving in Bamiyan gives you the impression that you have left Afghanistan; there are almost no blue burqas and the inhabitants have Mongoloid features. Legend has it that they are direct descendents from Genghis Khan's soldiers. These people are Hazaras, the only Shiite ethnic group in Afghanistan, which is 90% Sunni. The Taliban denounced them as infidels. When the Taliban entered Bamiyan, they killed 15,000 members of the local population. Since then, the population has deplored the Taliban and lives in fear of their return.

Band-e Amir

Not so long ago, the Bamiyan region attracted the most tourists in Afghanistan. Habiba Sarabi is trying to entice the tourists back. In 2005, she became the first Afghan woman to be elected governor of a province. She decided to create Band-e Amir, the first Afghan national park. The series of six lakes in the middle of the mountains contain a certain curiosity. They come is a variety of colours so that the handful of tourists passing through - soldiers, aid-workers and even a few Afghans - can paddle on the turquoise lake.

An Afghan fantasy

Despite all this, Bamiyan is one of the poorest regions of Afghanistan. The inhabitants live in caves and use crude, stone-age tools. NATO forces are set to completely withdraw from the province, handing control to the police and army who are unable to drive out the Taliban. But Bamiyan gives a glimpse of how Afghanistan will manage on its own. Whether the Afghanistan of tomorrow will be able to resume its previous way of life or whether it will be deeply marked by the coalition’s intervention remains to be seen. For now, Bamiyan remains the illustrious vision of the Afghanistan's future in the minds of the Western powers.

Source and Copyright

Wednesday, July 6, 2011

COMUNICATO STAMPA MANIFESTAZIONE DEGLI HAZARA A MILANO Sabato 9 Luglio 2011




Invitiamo tutti gli amici che fossero interessati a partecipare alla manifestazione contro l'attacco dei kuchi talebani nella zona di Hazarajat e (Afghanistan) e contro il genocidio degli hazara in Afghanistan e in Pakistan. La manifetazione si terrà sabato 9 luglio a Milano. Maggiori dettagli verranno forniti in seguito. Chiediamo aiuto e sostegno ai nostri amici intaliani per essere con noi in questa battaglia. Grazie.

Dal 2002, caduta del regime talebano, i nomadi kuchi supportati dalgi stessi talebani organizzano ogni anno delle vere e proprie spedizioni nelle zone abitate dagli hazara per attaccarne le case, ucciderne gli abitanti ed espropriali delle loro proprietà. Tutto ciò sta accadendo sotto gli occhi della comunità internazionale, la quale nonstante il suo proclamato impegno di portare pace e sicurezza in Afghanistan, ora rimane inerme e silente di fronte a tutto questo. Da due mesi la popolazione hazara sta chiedendo aiuto al governo afghano, ma il Presidente Karzai in questi anni non ha fatto altro che supportare i kuchi in virtù della loro comune etnia. Tutti sanno che i kuchi ed i talebani si sono uniti ma la politica in Afghanistan si sta muovendo per far tornare i talebani al potere e di conseguenza vi è una censura dilagante rispetto a fatti come questi. Ogni giorno che passa l’incubo del ritorno dei talebani aumenta perché la popolazione sa ciò che sta accadendo. In questi ultimi paesi solo da hazarajat sono scappate 4 000 persone a causa degli attacchi kuchi.
Per conoscere chi sono i kuchi dobbiamo risalire all’epoca del re Abdul Rahman Khan nel 1880, quando il re emise una fatwa in cui si diceva che gli hazara non sono mussulmani veri, così ordinò un massacro che portò ad una vera e propria pulizia etnica in cui perse la vita il 62% della popolazione hazara. Per i pochi superstiti rimasti il re emanò una legge in cui veniva decretato che gli hazara sarebbero dovuti rimanere schiavi e non aver nessun diritto nemmeno quello di studiare. Per evitare che gli hazara si potessero riorganizzare e rivoltare alle sue leggi formò poi il gruppo dei kuchi, nomadi pashton ai quali diede armi ed ordinò loro di attaccare i villaggi degli hazara per distruggerne l’agricolutra e privarli così dei mezzi di sussistenza al fine di cacciarli definitivamente dall’Afghanistan.
In questi ultimi anni stanchi di questi continui attacchi ed omicidi rimasti da sempre impuniti gli hazara di tutto il mondo hanno dato vita ad una serie di manifestazioni di protesta in tutto il mondo, non solo in Afghanistan, ma anche in Australia, Italia, Norvegia, Canada, Svezia e Olanda. Quest’anno si svolgerà la seconda manifestazione in Italia contro i kuchi talebani, la quale avrà luogo a Milano.
Chiediamo a tutti gli italiani di partecipare alla manifestazione per ascoltare le nostre parole almeno qui in Italia. Il nostro desiderio è sempre stato che in Afghanistan ci fosse la pace e che la popolazione di questo territorio potesse essere uguale per la legge. Noi vogliamo un Afghanistan senza talebani, vogliamo pace e libertàe soprattutto che i criminali vengano finalmente puniti. Unitevi con noi per fermare il massacro degli hazara!
La comunità degli Hazara dell’Afghanistan in Italia si sta preparando per una manifestazione pacifica relativa ad alcune importanti questioni sulla situazione degli Hazara in Afghanistan. Le tre questioni che vorremmo affrontare nella nostra manifestazione sono:
1. Vorremmo dimostrare per condannare i brutali attacchi dei kuchi (nomadi) Talebani nell’area Hazara di Nahur in Provincia di Ghazni e a Behsud in Provincia di Maidan. In questi attacchi sono state uccise moltissime persone e molte altre sono invece state costrette ad abbandonare le loro case. I Talebani hanno poi bruciato le loro abitazioni e saccheggiato le loro proprietà, mentre il Governo afghano di fronte a tutto questo non solo rimane in silenzio, ma supporta gli stessi kuchi in questi crimini contro l’umanità. Per questo motivo consideriamo il Governo Afghano complice del fondamentalismo, del razzismo e del terrorismo in Afghanistan. Noi vorremmo mainfestare quindi per mostrare la nostra indignazione a questi sanguinosi attacchi.
2. I Talebani sono il gruppo più pericoloso e fondamentalista dell’Afghanistan. In quanto terroristi essi sono contro ogni forma di democrazia, valori e diritti umani, mentre il Governo Afghano sta facendo di tutto per farli tornare al potere a causa di motivi etnici. Attraverso la nostra dimostrazione vorremmo protestare contro questa forma di riconciliazione, in quanto se i Talebani tornano al potere le conquiste fatte negli ultimi dieci anni verranno cancellate e l’Afghanistan si trasformerà nuovamente in una prigione per donne e minoranze etniche.
3. Recentemente il Governo razzista del Presidente Karzai ha rimosso dozzine di Ministri Hazara dal Parlamento attraverso un processo illegale atto a boicottare la comunità Hazara. Gli Hazara sono considerati il gruppo più aperto e democratico dell’Afghanistan. La sosietà Hazara ha avuto il ruolo maggiore in diverse elezioni negli ultimi dieci anni, con una notevole partecipazione di donne e ciò rappresenta uno dei motivi per cui il governo fondamentalista di Karzai non vuole rappresentanti Hazara nel Parlamento afghano. Noi vorremmo condannare questi atti di razzismo che hanno indebolito il fragile processo democratico in Afghanistan ed i quali stanno offrendo sempre più potere al fondamentalismo.
La manifestazione tra gli Hazara e tutti coloro che intenderanno partecipare, verrà svolta in maniera assolutamente pacifica ed osserverà certamente la legge e le predispozioni dell’autorità di Pubblica Sicurezza in materia.

Il luogo di Corteo: da Piazza Duca D'Aosta a Piazza Leonardo Da Vinci (Politecnico di Milano)
percorrendo Via Vitruvio, Via Plinio, Piazza Carlo Erba e Via Pascoli

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Data: Sabato 9 Luglio 2011 dalle 16:00 alle 19:00

Info:
Sito ufficiale: www.Hazarapeople.com Pagine su Facebook: Italian Hazaras

Altri siti e blog: www.basirahang.org

www.afghanlongtongue.blogspot.com

Persone di riferimento: Abdul Basir Ahang br.ahang@gmail.com

Mohammad Amin Wahidi aminwahidi@yahoo.com


PER AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA SITUAZIONE DELLA POPOLAZIONE HAZARA IN AFGHANISTAN.

www.hazarapeople.com

http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2010/05/17/news/hazara_-_gli_esclusi-25410/

http://www.globalproject.info/it/mondi/Fermiamo-il-genocidio-degli-Hazara/5084

http://www.ilmondodiannibale.it/chi-sono-gli-hazara/

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/jul/19/hazaras-blame-game-afghanistan

http://kabulpress.org/my/spip.php?article41621

http://kabulpress.org/my/spip.php?article12192

http://afghanlongtongue.blogspot.com/2010/06/photo-reportage-of-protest-in-milan.html

Monday, July 4, 2011

Centinaia di donne e uomini Hazara alla manifestazione organizzata a Sydney contro i brutali attacchi dei kuchi a Nahur, Behsood e Daimirdad


Tradotto da Nicole Valenti

Domenica 3 Luglio 2011 Sydney – Australia

Centinaia di donne e uomini Hazara hanno protestato a Sydney contro i brutali attacchi dei kuchi talebani a Nahur, Behsood e Daimirdad e per condannare il genocidio sistematico degli Hazara in Afghanistan e in Pakistan.

Condannando le uccisioni e i saccheggi da parte dei kuchi, i dimostranti hanno chiesto ai funzionari australiani e alla Comunità Internazionale di rompere il loro silenzio sui crimini contro l’umanità e di fare pressione sul corrotto governo afghano per fermare questo genocidio.

Negli attacchi di quest’anno a Nahur in Provincia di Ghazni e a Beshood nella Provincia di Maidan, molte persone sono state uccise, migliaia sono state costrette ad abbandonare le loro case e centinaia di abitazioni sono state date alle fiamme dai kuchi talebani.

Come hanno affermato i dimostranti, lo stesso governo afghano ha fomentato questo problema, rifornendo e supportando i talebani sotto il nome di kuchi e mandandoli nelle aree abitate dagli Hazara al fine di mettere gli abitanti sotto pressione e fermare così il processo di democratizzazione da loro messo in atto.

Gli Hazara rappresentano l’unico muro contro l’estremismo e il fondamentalismo in Afghanistan ed è per questo motivo che necessitano del supporto della Comunità Internazionale.

I dimostranti hanno inoltre condannato il processo che impedisce ai talebani di essere perseguiti in quanto criminali di guerra, ed il quale invece offre loro privilegi speciali nonostante i crimini commessi contro l’umanità. Perdonando i terroristi e offrendogli questi privilegi il numero dei gruppi terroristici aumenterà e questi porteranno ancora una volta il paese verso la guerra civile come accadde nel 1990.

Le persone accorse a questa manifestazione portavano striscioni e diverse fotografie, come quella di Jawad Zuhak, il popolare capo del consiglio provinciale di Bamyan, rapito e ucciso circa un mese fa dai talebani. I dimostranti hanno chiesto giustizia ed un processo per gli assassini di Jawad Zuhak.

E’ da molto tempo ormai che ogni primavera i kuchi attaccano gli indifesi Hazara, espropriandoli delle loro proprietà, bruciandone le case e la situazione risulta ancora più grave da quando i talebani si sono uniti a loro.

Da quando sono inziati i dialoghi con i talebani attraverso un processo di conciliazione preferenziale, il corrotto governo afghano sotto la leadership di Karzai ha offerto un supporto sia diretto che indiretto ai talebani e ai kuchi utilizzandoli come strumenti contro le altre etnie non pashton del paese.

La popolazione Hazara in Italia ha annunciato che in pochi giorni anche loro avrebbero tenuto una dimostrazione contro i brutali attacchi dei kuchi talebani attraverso la quale chiederanno al governo italiano e ai funzionari europei di fare pressione sul governo Karzai per fermare la frattura dell’Afghanistan e salvare il paese da un’altra guerra civile.

Gli Hazara hanno sempre creduto nella pace e nella democrazia attraverso forme di fratellanza tra le varie etnie del paese ed una positiva e libera competizione per portare l’Afghanistan verso la strada dello sviluppo, ma sono sempre stati minacciati dai fondamentalisti e dagli estremisti che hanno ucciso molti di loro.

La visione degli Hazara e le loro attività per la promozione della democrazia in Afghanistan indeboliscono la posizione dei fondamentalisti e per questo gli stessi hanno provveduto a uccidere gli Hazara al fine di spianare la strada all’estremismo in Afghanistan e in Pakistan.

Dalla fine del 2008, I gruppi estremisti hanno iniziato una serie di uccisioni mirate le quali hanno portato alla morte di moltissimi politici Hazara ed attivisti per i diritti umani in Afghanistan e a Quetta in Pakistan. Come dimostra l’evidenza, da quando gli estremisti hanno ottenuto maggior potere ed hanno influenzato i governi dell’Afghanistan e del Pakistan, entrambi i governi hanno fornito il loro supporto agli estremisti nell’uccisione degli Hazara.

La rete internazionale della popolazione Hazara chiede agli Hazara delle diverse parti del mondo, come Stati Uniti, Canada ed Europa di seguire le orme degli Hazara in Australia, godendo la democrazia nel loro paese di residenza usando le potenti armi della “protesta civile” contro il razzismo, l’ingiustizia e la pulizia etnica in Afghanistan.

Gli Hazara nelle diverse parti del mondo hanno la responsabilità di essere una voce per coloro che l’hanno persa tra le montagne dell’Hazarajaat e di essere i portatori del loro messaggio di pace, giustizia e fratellanza. Tutti gli Hazara sono sicuri che un giorno la democrazia vincerà e questa è l’unica strada che l’Afghanistan dovrebbe percorrere, altrimenti non vi sarà mai pace.

per vedere piu' foto si clicca qui

Hundreds of Australian Hazara men and women protested in Sydney against brutal Kochi attacks on Nahur and Behsood



Sunday July 3 2011 Sydney- Australia

Hundreds of Australian Hazara men and women protested in Sydney against brutal Kochi attacks on Nahur and Behsood and condemned the systematic genocide of the Hazaras in Afghanistan and Pakistan.

Condemning the killings and lootings by Kochis, the demonstrators asked the Australian officials and the International Community to break their silence on crimes against humanity and put pressure on corrupt Afghan government to stop this genocide.

In the attacks of this year on Nahur in Ghazni province and Behsood in Maidan province, many people are killed, thousands are forced to flee their area and tens of houses are burnt by Kochi Taliban.

As said by the demonstrators, the Afghan government itself has a hand behind this issue. It supplies and supports the Taliban by the name of Kochis and sends them to the Hazara areas, this way they put the Hazaras under pressure and stops their work for democratization of Afghanistan.

As they added, the Hazaras are the only wall against extremism and fundamentalism in Afghanistan that is why they need the support of the International Community.

The demonstrators also condemned the process that exempts the Taliban from the prosecution as war criminals, which instead gives them special privileges for the crimes they commit against humanity. They said, forgiving terrorists and giving them special privileges would increase the number of terrorist groups in the country and would lead the country once again towards the civil war as it happened in the early 1990s.

The people in this gathering while holding placards and different photos including Jawad Zuhak’s, the popular Bamyan head of provincial council who was kidnapped and killed by the Taliban about a month ago, asked for justice and the trial of Jawad Zuhak’s murderers.

This is not the first year but since long, every year in the spring the Kochis attack the defenseless Hazaras and loot their belongings burning their houses, which is now more complicated as the Taliban are with them.

Since the talks with the Taliban had began through a preferential conciliation process, the corrupt Afghan government under Karzai leadership would give direct and indirect support to them and to the Kochis so to use the Kochis as a pressure tool against the non- Pashtoon ethnics of the country.

The Hazara People correspondent in Italy has wired that in a few days the Italian Hazaras would also have a demonstration against brutal attacks of the Kochi Taliban on Nahur and Behsood through which they would ask the Italian government and the European officials to put pressures on Karzai government to stop the split of Afghanistan and save it from another civil war.

The Hazaras always have believed in peace and democracy through brotherhood among the ethnics of the country and free positive competitions to take Afghanistan toward development, but they have always been threatened by the fundamentalists and extremists who have killed many of them.

The Hazaras’ views and their activities for promotion of democracy in Afghanistan weakens the position of fundamentalists thus they tend to kill Hazaras to clear the way for the extremism in Afghanistan and Pakistan.

Since late 2008, the extremist groups have begun a series of target killings that have so far killed several Hazara political leaders and human rights activists in Afghanistan and Quetta Pakistan. Based on the evidences, as the extremists get more power and have their influences on the Afghan- and Pakistani governments, it is to say that the Afghan and Pakistani governments both are influenced by the extremists to support them kill the Hazaras.

The Hazara People International Network asks all Hazaras in different parts of the world such as America, Canada and in the European countries to do the same as the Australian Hazaras, enjoying the democracy in their country of residence use the only powerful weapon “civic protests” against racism, injustice and ethnic cleansing in Afghanistan.

The Hazaras in different countries have the responsibility to be a voice for those who are voiceless in the mountains of Hazarajaat and deliver their message for peace, justice and brotherhood.

The Hazaras are all sure that one day the democracy will win, that is the only way Afghanistan should go to, otherwise no peace would come there.


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HazaraPeople.com