Monday, July 4, 2011

Centinaia di donne e uomini Hazara alla manifestazione organizzata a Sydney contro i brutali attacchi dei kuchi a Nahur, Behsood e Daimirdad


Tradotto da Nicole Valenti

Domenica 3 Luglio 2011 Sydney – Australia

Centinaia di donne e uomini Hazara hanno protestato a Sydney contro i brutali attacchi dei kuchi talebani a Nahur, Behsood e Daimirdad e per condannare il genocidio sistematico degli Hazara in Afghanistan e in Pakistan.

Condannando le uccisioni e i saccheggi da parte dei kuchi, i dimostranti hanno chiesto ai funzionari australiani e alla Comunità Internazionale di rompere il loro silenzio sui crimini contro l’umanità e di fare pressione sul corrotto governo afghano per fermare questo genocidio.

Negli attacchi di quest’anno a Nahur in Provincia di Ghazni e a Beshood nella Provincia di Maidan, molte persone sono state uccise, migliaia sono state costrette ad abbandonare le loro case e centinaia di abitazioni sono state date alle fiamme dai kuchi talebani.

Come hanno affermato i dimostranti, lo stesso governo afghano ha fomentato questo problema, rifornendo e supportando i talebani sotto il nome di kuchi e mandandoli nelle aree abitate dagli Hazara al fine di mettere gli abitanti sotto pressione e fermare così il processo di democratizzazione da loro messo in atto.

Gli Hazara rappresentano l’unico muro contro l’estremismo e il fondamentalismo in Afghanistan ed è per questo motivo che necessitano del supporto della Comunità Internazionale.

I dimostranti hanno inoltre condannato il processo che impedisce ai talebani di essere perseguiti in quanto criminali di guerra, ed il quale invece offre loro privilegi speciali nonostante i crimini commessi contro l’umanità. Perdonando i terroristi e offrendogli questi privilegi il numero dei gruppi terroristici aumenterà e questi porteranno ancora una volta il paese verso la guerra civile come accadde nel 1990.

Le persone accorse a questa manifestazione portavano striscioni e diverse fotografie, come quella di Jawad Zuhak, il popolare capo del consiglio provinciale di Bamyan, rapito e ucciso circa un mese fa dai talebani. I dimostranti hanno chiesto giustizia ed un processo per gli assassini di Jawad Zuhak.

E’ da molto tempo ormai che ogni primavera i kuchi attaccano gli indifesi Hazara, espropriandoli delle loro proprietà, bruciandone le case e la situazione risulta ancora più grave da quando i talebani si sono uniti a loro.

Da quando sono inziati i dialoghi con i talebani attraverso un processo di conciliazione preferenziale, il corrotto governo afghano sotto la leadership di Karzai ha offerto un supporto sia diretto che indiretto ai talebani e ai kuchi utilizzandoli come strumenti contro le altre etnie non pashton del paese.

La popolazione Hazara in Italia ha annunciato che in pochi giorni anche loro avrebbero tenuto una dimostrazione contro i brutali attacchi dei kuchi talebani attraverso la quale chiederanno al governo italiano e ai funzionari europei di fare pressione sul governo Karzai per fermare la frattura dell’Afghanistan e salvare il paese da un’altra guerra civile.

Gli Hazara hanno sempre creduto nella pace e nella democrazia attraverso forme di fratellanza tra le varie etnie del paese ed una positiva e libera competizione per portare l’Afghanistan verso la strada dello sviluppo, ma sono sempre stati minacciati dai fondamentalisti e dagli estremisti che hanno ucciso molti di loro.

La visione degli Hazara e le loro attività per la promozione della democrazia in Afghanistan indeboliscono la posizione dei fondamentalisti e per questo gli stessi hanno provveduto a uccidere gli Hazara al fine di spianare la strada all’estremismo in Afghanistan e in Pakistan.

Dalla fine del 2008, I gruppi estremisti hanno iniziato una serie di uccisioni mirate le quali hanno portato alla morte di moltissimi politici Hazara ed attivisti per i diritti umani in Afghanistan e a Quetta in Pakistan. Come dimostra l’evidenza, da quando gli estremisti hanno ottenuto maggior potere ed hanno influenzato i governi dell’Afghanistan e del Pakistan, entrambi i governi hanno fornito il loro supporto agli estremisti nell’uccisione degli Hazara.

La rete internazionale della popolazione Hazara chiede agli Hazara delle diverse parti del mondo, come Stati Uniti, Canada ed Europa di seguire le orme degli Hazara in Australia, godendo la democrazia nel loro paese di residenza usando le potenti armi della “protesta civile” contro il razzismo, l’ingiustizia e la pulizia etnica in Afghanistan.

Gli Hazara nelle diverse parti del mondo hanno la responsabilità di essere una voce per coloro che l’hanno persa tra le montagne dell’Hazarajaat e di essere i portatori del loro messaggio di pace, giustizia e fratellanza. Tutti gli Hazara sono sicuri che un giorno la democrazia vincerà e questa è l’unica strada che l’Afghanistan dovrebbe percorrere, altrimenti non vi sarà mai pace.

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